LEONETTO TINTORI: L'UOMO


foto di Tintori mentre dipinge

Dall'arte al restauro, dal restauro all'arte.

Leonetto Tintori nacque a Prato l'8 novembre 1908.
Di famiglia modesta, dopo aver svolto una serie variegata di mestieri, inizi˛ a frequentare nei ritagli di tempo la "Scuola d'Arte e Mestieri Leonardo" di Prato. Durante questa sua esperienza conobbe Elena, sua futura moglie e compagna di una vita d'arte e restauro.
Autodidatta, inizi˛ la sua attivitÓ in campo artistico come imbianchino e decoratore d'interni, continu˛ nello studio della pittura frequentando artisti della Firenze dell'epoca: Soffici, Rosai, ecc.
Con altri artisti pratesi (Oscar Gallo, Quinto Martini, Gino Brogi, Elena Berruti, e pi¨ tardi anche Arrigo Del Rigo e Giulio Pierucci) fu protagonista di quel gruppo conosciuto come la "Scuola di Prato".

Intorno alla metÓ degli anni '30 il suo studio e la sua ricerca si indirizzarono in modo particolare verso la tecnica tradizionale dell'affresco e parallelamente inizi˛ la sua attivitÓ di restauratore che, nel trentennio successivo alla guerra, lo avrebbe visto indiscusso protagonista dei principali interventi sui grandi cicli medioevali e rinascimentali e autorevole interlocutore delle principali istituzioni italiane e internazionali.
Ricordando il suo primo incarico come restauratore nelle volte del Duomo di Prato, Tintori racconta nella sua autobiografia:

"A fine dell'impresa per le volte mi esercitavo in copie a grandezza naturale degli affreschi di Filippo Lippi, lo studio era prevalentemente tecnico ma inconsciamente assimilavo anche il significato artistico ed espressivo. Questa specie di ricognizione in un mondo lontano l'ho proseguita in seguito con rilievi e ricerche fino all'estremo tentativo di imparare pensare e operare insieme a vecchi amici".

Anche quando l'attivitÓ di restauratore occupava maggiormente il suo tempo, Leonetto Tintori riuscý a ritagliarsi lo spazio per la sua attivitÓ artistica: Tintori restauratore ha appreso molto da Tintori artista, ma ha anche restituito un capitale d'esperienza che difficilmente potrÓ essere superato in futuro poichÚ irripetibile Ŕ stata la sua carriera.

A fine degli anni '70, quando si ritir˛ dalla professione attiva di restauratore, pens˛ di realizzare una scuola - laboratorio di affresco, dove teoria e pratica si affiancassero costantemente - secondo il modello della "bottega" medioevale - e in cui rivers˛ le sue intere risorse professionali, umane ed economiche. "Nel laboratorio di Vainella non s'insegna l'arte del restauro vero e proprio ma la ricerca dell'espressivitÓ della tecnica."